#DISCONNECTED
Dopo la pausa estiva ripartiamo da Barcellona con una mostra legata al tema della solitudine social.
1. Mainstory
Sono felice di annunciare l’apertura di una nuova mostra collettiva da me curata che si aprirà il giorno 21 settembre 2024, dalle ore 17:30 alle 20:30, presso lo spazio espositivo Hub/Art in Carrer del Dr. Trueta 183 a Barcellona.
Una mostra dal titolo #DISCONNECTED che nasce da una open call rivolta a tutte le menti creative che con il loro lavoro hanno voluto esplorare le diverse sfaccettature della solitudine nell’era digitale, stimolando riflessioni e proponendo nuove prospettive. La mostra si svolge durante la 10ª edizione del Barcelona Gallery Weekend e coincide inoltre con la 15ª edizione di Manifesta, la biennale d'arte nomade che si svolge quest’anno a Barcellona e nella sua area metropolitana.
Sembra un paradosso: più siamo connessi, più ci sentiamo soli. Immersi in un flusso di notifiche, aggiornamenti e like, alla ricerca costante di approvazione virtuale, ci ritroviamo isolati in una bolla di relazioni "tecnosociali" che non sostituiscono il contatto umano autentico.
Il giornalista David Riesman già nel 1950 parlava di “folla solitaria”. Oggi, con più di 5,2 miliardi di utenti connessi ai social media, questa definizione sembra più attuale che mai.
Gli artisti, come barometri sensibili alle mutazioni del nostro tempo, catturano e trasformano il sentimento diffuso di solitudine in un presente sfuggente.
Dalla selezione delle opere ho potuto notare come molti artisti decidano di immergersi nell’astrazione, lasciando che colore e gesto esprimano l’indefinibile. La figura umana scompare, offuscata da un’atmosfera intangibile che avvolge le nostre vite come una nebbia che sfuoca l’orizzonte. Altro mezzo di predilezione è quello della fotografia che diviene specchio di una realtà e di una società diventata di colpo silente, addomesticata allo schermo, pronta anche a morire per esso.
La serata inaugurale sarà allietata dalle melodie di Joanna D’Arc, artista che unisce i suoni del violoncello a quelli della voce creando un'esperienza emotiva unica. Joanna D’Arc canta in diverse lingue, comprese quelle più particolari come il norreno antico o la lingua del cuore inventata da Lisa Gerrard. La performance sarà un invito ad unirsi a lei e seguire il viaggio del suono e la vastità delle emozioni.
La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre. Visite guidate e private view verranno comunicate tramite i canali social di Hub/Art.
Nata in Galizia nel 1992, Mariam è cresciuta con un’educazione a metà fra quella islamica e quella galiziana. Un mix molto delicato negli anni ’90 che ha creato in lei contrasti e senso di non appartenenza. Ha inoltre vissuto episodi di violenza e razzismo che l’hanno poi portata a trasformare il dolore e la frustrazione in arte. Una pittura che nei primi anni di attività è passata da colori cupi fino a trasformarsi in quella che oggi è la sua modalità di espressione: colori vivaci ed elettrici, l’artista gioca con contrasti e pennellate violente; introdurre la materia, i pigmenti, la geometria nelle opere la affascina come trascinare la spatola sulla tela per creare effetti inaspettati. L’acrilico è un altro elemento che la contraddistingue: i colori opachi, la densità, l’asciugatura rapida che la costringono ad accettare il risultato, un po’ come la vita.
Originario di Como (Italia), Antonio Bernardo è un artista che crea opere d’arte uniche ispirate dalla realtà che ci circonda. Partendo da immagini tratte da album di famiglia o da scatti personali, l’artista manipola, sovrappone e reinventa i volti, creando nuove identità visive. La sua maestria tecnica, unita a una visione neorealista, dà vita a opere grafiche e sintetiche, frutto di una continua sperimentazione artistica. Attraverso le sue creazioni, Bernardo indaga sé stesso e il mondo circostante, offrendo al pubblico uno sguardo originale e profondo sulla realtà. Nel 2020 espose presso Hub/Art Milano nella mostra collettiva “A proper distance”. Nel 2022 è protagonista della mostra “Rosa Alchemico”, miniartextil, a Villa Olmo a Como. Nel settembre 2023 riceve il Premio ARTE&ARTE per l’opera “La sirena veste” nell'ambito della mostra di arti tessili tenutasi a Como presso San Pietro in Atrio. Nello stesso anno collabora ancora con Hub/Art e partecipa ad una mostra presso la galleria Corals di Milano.
Nato a Palma di Maiorca nel 1990. Inizia ad avvicinarsi all’arte fin da piccolo, passando intere giornate a disegnare, sviluppando così una naturale connessione con l’espressione grafica. Studia Illustrazione e Belle Arti a Barcellona, e poi grazie al programma di scambio Erasmus studia a Pilsen e Praga. Lì inizia a definire i proprio caratteristico stile e l’inclinazione per la deformazione della realtà. Il corpo, un tempo frammentato dal conflitto tra individuo e società, si libera e danza. Le ferite si trasformano in sfocature, in un vortice di colori e forme che rompono gli schemi rigidi. La maschera, simbolo dell’identità spezzata, si dissolve e rinasce in un gioco continuo di apparizioni e scomparse. L’analisi razionale lascia spazio all’azione, all’euforia della vita e alla passione che anima lo spirito. L’artista non cerca risposte, ma inventa nuovi modi di essere.
Milano, 1966, dopo la laurea in Scienze Politiche e la specializzazione in Analisi Transazionale, ha lavorato per 25 anni in aziende di servizi multinazionali. La sua anima artistica rimane per molti anni lontana dalla quotidianità, mentre raggiunge altri obiettivi. Nel 2018 ha colto l'occasione di mettersi in proprio e da allora si dedica all'arte visiva. La sua attenzione è rivolta all'espressione delle relazioni con gli altri e con se stessi, espresse attraverso mezzi inanimati. Matteo osserva gli oggetti che popolano le strade, in particolare i semafori, e con un'abilità unica e speciale intreccia un dialogo con essi. L'autore esplora il significato più profondo dei segnali stradali, creando un'esperienza visiva che invita il pubblico a riflettere sulle proprie emozioni più profonde.
La pratica artistica di Hannes Egger è legata a un approccio essenzialmente concettuale volto a coinvolgere e interagire con il pubblico. Le sue performance, installazioni e progetti partecipativi invitano le persone ad adottare un atteggiamento o un punto di vista insolito, al fine di riflettere sulla realtà che ci circonda e sul modo in cui condividiamo gli spazi che abitiamo. Il suo concetto di arte non si riferisce a un'opera nel senso più tradizionale del termine, ma consiste nel creare situazioni di una piattaforma aperta e in divenire, per vedere come queste situazioni si svilupperanno una volta che il pubblico parteciperà. Egger spesso fornisce delle coordinate o delle istruzioni da seguire, trasformando così l'azione del partecipante nell'opera d'arte stessa.
Un artista che nel corso della sua carriera ha sperimentato diverse tecniche espressive per rispondere all'esigenza di collegare il proprio lavoro ai linguaggi comunicativi contemporanei. Accanto alle opere bidimensionali, Filograno ha realizzato sculture e installazioni in legno di eucalipto, acciaio e argilla con cui ha plasmato l'essenza naturale dell'albero.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui la Biennale di Venezia 2011, la Fiera d'Arte Contemporanea di Copenhagen (Art Nordic) 2018. Alcune sue opere sono presenti in musei come il Museum Allotropya (Delfi - Grecia) e Boston.
Nato in Italia, vive e lavora a Barcellona. Per lui le immagini fungono da intermediari tra il regno astratto delle idee e il mondo tangibile. Funzionano come strumenti di scambio, favorendo una connessione tra l'artista, l'opera d'arte e lo spettatore. Pur essendo radicate nella creatività individuale, le opere d'arte hanno il potere di evocare risposte emotive nel pubblico che non è direttamente coinvolto nella loro creazione. Questa prospettiva sminuisce l'enfasi sull'individualità, il misticismo e la trascendenza spesso associati all'espressione artistica, concentrandosi invece sulle qualità estetiche e materiali concrete dell'opera stessa. Dopo anni di sperimentazione, ogni sua opera rappresenta un nuovo esperimento, che si basa su creazioni precedenti e allo stesso tempo incarna un nuovo concetto.
Letteria Russo, in arte Lillylilla. Nonostante la sua formazione formale in design, Letteria ha sempre nutrito una profonda passione per la pittura. Prima di conseguire il Master in Design a Milano, si è laureata in Arte e Gioiello a Roma. Partendo da queste basi, negli anni successivi ha co-fondato uno studio di design con i suoi fratelli, collaborando con diverse case di moda per creare occhiali e gioielli per oltre due decenni. Negli ultimi anni, l'inclinazione di Letteria verso l'arte pittorica ha preso il sopravvento, portandola a partecipare a bandi e mostre d'arte private e istituzionali sia in Italia che all'estero.
Nata nel 1962, Simona si definisce una cittadina del mondo residente a Bologna. Dopo essersi laureata in architettura all'Università di Firenze nel 1990, ha intrapreso la carriera di architetto. Fotografa autodidatta, Simona ha partecipato anche a corsi di fotografia amatoriale. Nel gennaio 2020 ha esposto per la prima volta a Paratissima Bologna le sue opere inedite.
Prima della sua esplorazione artistica della fotografia, Simona ha documentato il mondo che la circondava attraverso il suo obiettivo. Ispirata da Helmut Newton, che considera un mentore, nel 2015 ha iniziato a sperimentare l'autoritratto come mezzo di espressione artistica.
Nata a Latina nel 1990, è un'artista visiva italiana che attualmente vive e lavora a Barcellona, in Spagna. Le sue opere, prevalentemente astratte, sono un'esplorazione sensoriale dei movimenti e delle profondità del mare. Utilizzando acrilici e tecniche miste, l'artista cattura la fluidità e l'energia delle onde, creando composizioni che vibrano di toni blu, azzurri e bianchi. Influenzata dalla bellezza del Mediterraneo, trasforma la sua tela in un'estensione dell'oceano, invitando lo spettatore a immergersi in un mondo di calma e profondità. Il suo antidoto alla solitudine.
2. Moodboard - Speciale Barcellona
Un bell’articolo condiviso sul sito di ArtBasel ci spiega perchè Barcellona sta incominciando a credere in sé stessa, tra nuove realtà artistiche che fioriscono (noi ci siamo!), giovani collezionisti che si affacciano al mercato dell’arte e l’avvio della biennale d’arte nomade Manifesta.
3. Hub/Art Event
Shape of Moments
Inaugura questa sera alle ore 18:30, presso lo spazio espositivo Corals, la mostra dal titolo Shape of Moments con i designer Juan Pablo Espínola e Minna Konttijärvi e la fotografa Valerie Khoury.
Un invito a esplorare il processo creativo che si cela dietro ogni abito, dalla prima idea alla sua trasformazione in un'opera d'arte pronta a sfilare.
Opening mercoledì 11 settembre, h. 18:30-21:00
Via Evangelista Torricelli 21, Milano
L’ingresso è libero, vi aspetto!




